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Ulteriore aumento degli incidenti a causa del boom delle biciclette elettriche

News   •   mar 12, 2019 15:00 CET

Foto: Keystone

Con il motore sotto la sella si fa meno fatica in salita. La bicicletta elettrica, attualmente di gran moda, presenta però qualche inconveniente.

Già da alcuni anni in Svizzera si registra un vero e proprio boom delle biciclette elettriche. Con la primavera alle porte le vendite dovrebbero subire un nuovo incremento. La clientela è in aumento: se in passato a preferire l’e-bike erano soprattutto gli anziani, oggi sono sempre più numerosi i giovani che la usano per recarsi al lavoro. Stando a un sondaggio condotto da AXA nel 2018, quasi la metà dei ciclisti intervistati utilizza a questo scopo la bicicletta con la pedalata assistita.

Tale tendenza sempre più diffusa ha provocato anche un aumento costante del numero degli incidenti che vedono coinvolti i mezzi elettrici a due ruote. «Per nessun altro mezzo di locomozione di anno in anno si registra un aumento costante di incidenti come per le e-bike», afferma Bettina Zahnd, responsabile Infortunistica e prevenzione di AXA. Stando a fonti di polizia, solo nel 2017 in Svizzera 820 biciclette elettriche sono rimaste coinvolte in incidenti stradali, 589 dei quali lievi, 224 gravi e sette mortali (ASTRA).

Più pesanti e più veloci

Secondo l’Ufficio prevenzione infortuni (upi), il tasso di incidenti delle biciclette elettriche con conseguenze gravi o mortali è più del doppio (84 incidenti per 100 milioni di chilometri percorsi) di quello delle biciclette tradizionali (38 incidenti per 100 milioni di chilometri). «La principale differenza risiede nel fatto che le biciclette elettriche sono più pesanti e più veloci. Visivamente sono uguali a quelle tradizionali, ma in ultima analisi andrebbero considerati ciclomotori di dimensioni ridotte o a tutti gli effetti. Pertanto i conducenti hanno bisogno di maggiore pratica», afferma Bettina Zahnd. La differenza di velocità tra i due mezzi di trasporto è particolarmente significativa in salita: le e-bike vanno a una velocità quasi doppia rispetto alle biciclette tradizionali.

Da un’analisi più attenta degli incidenti verificatisi tra il 2012 e il 2016 emerge che i conducenti delle biciclette a pedalata assistita spesso si infortunano da soli, cioè senza scontrarsi con automobili o altri utenti della strada. Stando ai dati forniti dalla polizia, a seconda della tipologia di e-bike, gli incidenti senza concorso di terzi si collocano tra il 42% e il 49%. «In realtà, questa percentuale potrebbe essere ancora più elevata, poiché in casi del genere spesso il ciclista non chiama neanche la polizia, ma si reca semplicemente dal medico o all’ospedale più vicino», afferma Bettina Zahnd.

Tendenza a sottovalutare la velocità

Sempre stando ai dati forniti dalla polizia, se si verifica una collisione con un altro veicolo, nel 60% dei casi la colpa è esclusivamente della persona che ha causato il sinistro. Vale a dire che, in caso di collisione, il conducente della bicicletta elettrica è spesso la vittima e non il responsabile dell’incidente. Bettina Zahnd ritiene che, tra l’altro, l’automobilista tende a sottovalutare la velocità dell’e-bike. In uno studio condotto da AXA nel 2018, oltre il 50% dei conducenti di e-bike interpellati ha dichiarato che gli altri utenti della strada non sono in grado di valutare correttamente la loro velocità. «Gli automobilisti devono abituarsi al fatto che non tutte le biciclette sono uguali» sottolinea Bettina Zahnd. Data la crescente diffusione dell’e-bike sharing nelle città, è inoltre importante sensibilizzare in tal senso anche i conducenti delle biciclette elettriche, che talvolta hanno scarsa dimestichezza con questo mezzo.

Il casco salva la vita

«Spesso sono gli stessi conducenti di e-bike a non rendersi conto della velocità a cui vanno. Raccomandiamo pertanto di includere il tachimetro nella dotazione di serie delle e-bike, soprattutto se si tratta di modelli veloci in grado di raggiungere i 45 km/h», conclude l’esperta di infortunistica, che raccomanda inoltre a tutti i conducenti di biciclette elettriche di indossare il casco. «Se si paragona la percentuale di conducenti di e-bike feriti o deceduti che portavano il casco, si nota chiaramente che solo un terzo di chi ha avuto un incidente mortale indossava questa protezione, contro quasi due terzi di chi è rimasto ferito, a testimonianza del fatto che in genere il casco contribuisce a evitare incidenti mortali», sostiene Bettina Zahnd. Attualmente questa protezione è obbligatoria solo per i conducenti di e-bike veloci in grado di raggiungere i 45 km/h. La maggior parte delle biciclette a pedalata assistita vendute è però costituita da modelli più lenti che raggiungono una velocità massima di 25 km/h, per i quali non è previsto l’uso obbligatorio del casco.

Benché dal 2006 le e-bike siano sempre più diffuse, l’obbligo di indossare il casco alla guida di modelli veloci è stato introdotto in Svizzera relativamente tardi, ossia nel 2012. Fin dal 2010 il servizio Infortunistica di AXA ha effettuato una serie di crash test volti ad attirare l’attenzione sull’aumento del tasso di incidentalità delle biciclette elettriche ed ha promosso l’uso obbligatorio del casco.

AXA auspica un miglioramento dell’infrastruttura per le due ruote

Poiché le e-bike sono più veloci delle normali biciclette, sempre più spesso chi le guida si lancia in manovre di sorpasso tra biciclette in grado di raggiungere velocità diverse, ma, soprattutto in città, spesso manca lo spazio per poterle effettuare. La pericolosità di una manovra del genere è stata illustrata nel 2018 dal servizio Infortunistica di AXA in un altro crash test ((link agli MM Crash Test 2018)). Durante il sorpasso di una bicicletta normale, una cargo e-bike in grado di raggiungere i 45 km/h si è scontrata frontalmente con un’automobile proveniente dalla direzione opposta. Per il conducente di una bicicletta elettrica l’impatto può comportare lesioni gravi, se non addirittura mortali.

AXA promuove pertanto un ripensamento dell’infrastruttura destinata ai mezzi a due ruote, soprattutto in città: corsie separate dalla strada e dalle piste pedonali e riservate a biciclette, e-bike e altri mezzi a due ruote o monocicli, nonché piste ciclabili più larghe, in modo che le e-bike veloci possano superare i mezzi a due ruote più lenti.

Deux types de vélos électriques

En Suisse, il existe deux types de vélos électriques: les modèles lents et les modèles rapides. Ils sont soumis à des règles différentes:

Vélos électriques lents (jusqu’à 25 km/h)

Les vélos électriques lents sont des véhicules à moteur. Juridiquement, ils sont toutefois assimilés à des vélos. Autrement dit, ces vélos doivent circuler sur les pistes cyclables, comme les vélos non motorisés, et ne sont pas soumis aux interdictions de circulation frappant les cyclomoteurs. Ils ne requièrent pas de permis de circulation et leurs conducteurs âgés de plus de 16 ans n’ont pas besoin de permis de conduire. Les conducteurs âgés de 14 ans (âge minimum) à 16 ans doivent posséder un permis de catégorie M (pour cyclomoteurs). Le port du casque est vivement recommandé mais pas obligatoire. Les dommages causés à des tiers relèvent de l’assurance de la responsabilité civile privée.

Vélos électriques rapides (jusqu’à 45 km/h)

Les vélos électriques rapides peuvent atteindre une vitesse de 45 km/h au maximum. Ces véhicules doivent être munis d’une plaque de contrôle comportant une vignette d’assurance en règle et nécessitent une assurance de la responsabilité civile séparée. Comme dans le cas des cyclomoteurs équipés d’un moteur à combustion, les conducteurs de ce type de vélo électrique doivent disposer d’un permis de conduire de la catégorie M et un permis de circulation est nécessaire. Ces vélos électriques doivent également emprunter les pistes cyclables et ne peuvent circuler sur les voies interdites aux cyclomoteurs que si leur moteur est éteint. Contrairement aux modèles lents, les conducteurs de vélos électriques rapides doivent obligatoirement porter un casque; en Suisse, un casque de cycliste est toutefois suffisant.

  

Conseils du service Recherche accidentologique & Prévention d’AXA destinés aux utilisateurs de vélos électriques

  • Avant la première utilisation sur la voie publique, familiarisez-vous avec votre vélo électrique dans un environnement sûr. Entraînez-vous à accélérer et à freiner sur un terrain privé ou clos. Ces tests sont particulièrement recommandés s’il s’agit d’un vélo électrique en libre-service.
  • Les vélos cargo électriques sont moins manœuvrables que les vélos électriques classiques en raison de leur long empattement. Conduire un vélo cargo électrique nécessite beaucoup d’entraînement. Exercez-vous sur des terrains clos avec une cargaison afin de gagner en assurance sur la voie publique.
  • Équipez votre vélo électrique d’un compteur de vitesse pour vous assurer de ne pas rouler trop vite.
  • Soyez particulièrement prudent lorsque vous dépassez un vélo, un vélo électrique ou un engin assimilé à un véhicule à entraînement électrique. Regardez vers l’arrière et faites un signe de la main pour avertir les usagers de la route qui se trouvent derrière vous de votre intention de dépasser; cela aide à prévenir les accidents.
  • Portez un casque et des vêtements de protection appropriés.
  • Assurez-vous que les autres usagers de la route puissent vous voir: portez des vêtements clairs et des réflecteurs. Au crépuscule, dans l’obscurité ou par mauvais temps, veillez à toujours utiliser un éclairage suffisant.
  • En tant que conducteur de vélo électrique, soyez toujours conscient de votre vitesse élevée et pensez que les autres usagers de la route pourraient sous-estimer votre vitesse.
  • Redoublez de prudence sur les tronçons manquant particulièrement de visibilité et fort fréquentés (réduisez votre vitesse et ne dépassez pas).
  • Pendant votre déplacement, ne téléphonez pas et n’écoutez pas de musique.

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