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AXA Crashtests: La guida autonoma divide i pareri

Comunicato stampa   •   ago 24, 2017 14:00 CEST

Immagine: Melanie Duchene / EQ Images / AXA Winterthur

Gli esperti di infortunistica di AXA sono convinti che i veicoli completamente automatizzati aumenteranno la sicurezza stradale. Eppure, gli incidenti si verificheranno anche in futuro. In data odierna, AXA esegue a Dübendorf tre crash test per illustrare quali nuovi rischi insorgono e quali incidenti sono inevitabili anche con l’ausilio della tecnologia più avanzata. Vengono inoltre presentati i risultati di un attuale sondaggio da cui emerge che la popolazione nutre ancora alcune riserve nei confronti della guida automatizzata.


I veicoli automatizzati rivoluzioneranno la circolazione stradale. Con tre crash test eseguiti oggi a Dübendorf, AXA Winterthur illustra quali rischi possono profilarsi all’orizzonte e quali incidenti saranno inevitabili anche in futuro. Vengono inoltre presentati i risultati di un sondaggio rappresentativo da cui emergono pareri discordi sull’argomento: circa il 25 per cento degli svizzeri interpellati utilizzerebbe in futuro volentieri o molto volentieri un veicolo automatizzato, mentre quasi il 50 per cento degli intervistati è restio o addirittura contrario all’idea. In Germania, la quota dei fautori della guida autonoma sale pur sempre al 33 per cento circa, ma anche qui la nuova tecnologia non incontra il favore di oltre il 40 per cento degli intervistati.

La tecnica viene in aiuto dell’individuo

Sotto il profilo della sicurezza, gli esperti di infortunistica di AXA sostengono il progresso tecnologico verso la guida completamente automatizzata. Già oggi è dimostrato che alcuni sistemi di assistenza alla guida aumentano notevolmente la sicurezza. Studi condotti dal reparto Infortunistica di AXA confermano ad esempio che, a seconda del modello analizzato, le autovetture dotate di sistemi di assistenza alla frenata di emergenza causano tra il 30 e il 69 per cento di tamponamenti in meno. Secondo AXA, inoltre, con l’ESP (Electronic Stability Program) – che per prevenire sbandate frena in modo mirato singole ruote – si avrebbe oltre il 40 per cento in meno di sbandamenti e perdite di controllo dei mezzi.

Convinta del potenziale di tali sistemi, in futuro AXA Winterthur intende prendere in considerazione la dotazione di sicurezza di un veicolo ai fini della tariffazione in misura ancora maggiore di quanto faccia già oggi. Come primo passo in questa direzione, da gennaio a marzo 2018 offre un ribasso una tantum sul premio ai clienti in possesso di una vettura dotata di sistema di assistenza alla frenata di emergenza.

Bettina Zahnd, responsabile Infortunistica e prevenzione presso AXA Winterthur, spiega: «Circa il 90 per cento degli incidenti ha tuttora cause umane. Sono certa che, grazie al progresso della tecnica e al perfezionamento di sensori e sistemi, la guida automatizzata determinerà un consistente incremento della sicurezza».

Le questioni ancora in sospeso in merito all’introduzione dei veicoli a guida autonoma sono molte. Ci si domanda ad esempio quanto elevato sarà il grado di accettazione da parte dei conducenti. Come rivela il sondaggio di AXA, la fiducia nei confronti della tecnica è tuttora piuttosto modesta: circa il 50 per cento degli intervistati svizzeri e tedeschi ha riferito di dubitare che un computer sia affidabile nella guida e sappia comportarsi correttamente nella circolazione. Inoltre, entra in gioco il piacere della guida: oltre il 60 per cento degli interpellati di entrambi i sessi in Svizzera e in Germania ha riferito di non volervi rinunciare.

Nonostante alcune riserve, pur sempre il 33 per cento degli intervistati svizzeri e il 25 per cento di quelli tedeschi ritengono che in futuro i veicoli a guida autonoma saranno più sicuri della guida umana. È interessante notare che, a questo proposito, in Svizzera i due sessi esprimono giudizi sostanzialmente diversi: mentre il 47 per cento degli uomini nutre maggiore fiducia nella guida autonoma di domani che in quella umana, il dato riferito alle donne è solamente del 22 per cento. Nel complesso, uomini e giovani si dimostrano più aperti nei confronti della guida autonoma rispetto a donne e anziani: quasi il 50 per cento degli intervistati svizzeri di età compresa tra 18 e 34 anni riferisce che dedicherebbe volentieri il tempo trascorso alla guida ad altre attività come ad esempio il lavoro, la lettura o il sonno, mentre questa opinione è condivisa solamente da circa il 33 per cento degli interpellati con più di 35 anni. Anche in Germania emerge un quadro simile.

Il sondaggio rivela inoltre che gli intervistati manifestano esigenze estremamente elevate in termini di sicurezza delle vetture a guida autonoma: circa il 40 per cento di essi ritiene che, per essere considerate sicure, dovrebbero non solo causare meno incidenti rispetto ai veicoli tradizionali, bensì non dovrebbero causarne affatto.

Crash test per mettere in luce rischi nuovi e attuali

Nell’ottica odierna, la visione di un futuro completamente privo di incidenti è tuttavia ancora utopica. «Le soluzioni basate su software sono fonte di nuovi rischi non ancora quantificabili, quali ad esempio difetti tecnici o attacchi di hacker, che aumenteranno con l’interconnessione dei veicoli», spiega l’esperta di infortunistica Bettina Zahnd. Per illustrare le possibili conseguenze, AXA esegue oggi un crash test in cui i freni vengono manipolati in modo tale che la vettura acceleri a pieno regime invece di frenare. In futuro sarà inoltre impossibile evitare anche alcuni rischi attuali, come ad esempio eventi naturali o danni ai cristalli. In un altro crash test AXA mostra i danni che può subire un veicolo in seguito alla caduta di sassi.

Un bilancio incidenti senza morti e feriti è un’ipotesi ancora remota anche perché le autovetture sono coinvolte solo in una parte dei sinistri e la guida automatizzata permetterebbe di prevenire esclusivamente questi ultimi. Altri incidenti, come quelli dovuti a perdita di controllo da parte di ciclisti o motociclisti, continueranno a gravare sul bilancio. «È inoltre pensabile che, durante una fase transitoria in cui circolano contemporaneamente veicoli automatizzati, parzialmente automatizzati e tradizionali nonché altri utenti della strada, la quota di incidenti aumenti, poiché il traffico misto comporta nuove sfide per tutti», aggiunge Bettina Zahnd.

Vittime di incidenti tutelate anche in futuro

Una cosa è certa: AXA Winterthur continuerà a farsi carico di tutti i danni cagionati a terzi da un veicolo coperto da una sua assicurazione, a prescindere dal fatto che sia automatizzato o tradizionale. «In seguito verificheremo chi è il responsabile dell’incidente e se il sinistro è ad esempio riconducibile a un guasto tecnico. I nostri assicurati e le parti danneggiate non devono però occuparsi di queste questioni: ci pensiamo noi in qualità di assicuratori e le prestazioni in caso di sinistro sono comunque garantite», precisa Zahnd.

Poiché finora non è in circolazione pressoché alcuna vettura completamente automatizzata, non sono ancora state raccolte esperienze in merito alla probabilità di incidenti o alle possibili cause. Finora, nella ricostruzione della dinamica di un incidente e nella ricerca delle cause era determinante l’analisi dei segni di frenata e dei danni subiti dal veicolo. Tuttavia, con la crescente interconnessione delle vetture, per ricostruire con precisione il sinistro acquisiscono sempre più importanza i dati registrati dal veicolo. «Senza accesso ai dati del veicolo rilevanti per un incidente, in futuro non sarà più possibile chiarirlo in modo inequivocabile», sottolinea Bettina Zahnd.

Dati del veicolo indispensabili per la ricostruzione dell’incidente

Già oggi, i veicoli di nuova fabbricazione registrano e trasmettono automaticamente al produttore diversi dati, di cui i conducenti ignorano però spesso la natura. La questione della sovranità dei dati non è ancora stata chiarita. Gli esperti di infortunistica di AXA richiedono trasparenza e diritti decisionali per i detentori di veicoli. «Il detentore di un’auto deve poter stabilire in prima persona quali dati vengono trasmessi, chi può avere accesso ai dati del suo veicolo e per quale scopo vengono utilizzati. Inoltre, occorre chiarire sotto quale forma si possa attingere ai dati per l’analisi dell’incidente», precisa Bettina Zahnd.

Come rivela il sondaggio di AXA, circa l’80 per cento degli intervistati è del parere che i dati registrati dal veicolo appartengano al detentore dell’autovettura o al rispettivo conducente. Solo il 6 per cento degli interpellati ritiene invece che siano di appartenenza del produttore. Anche la quota degli intervistati che acconsentono alla trasmissione automatica di dati quali l’attuale posizione GPS o la destinazione del navigatore al produttore è relativamente esigua. Il trasferimento automatico di dati trova maggiore consenso quando si tratta di informazioni tecniche quali la pressione dell’olio o degli pneumatici e il consumo di carburante. In generale, i giovani sono maggiormente disposti a condividere dati con il produttore o altri terzi rispetto agli anziani. La massima disponibilità si riscontra con riferimento a dati destinati a diagnosi remote del veicolo o ricerche nel campo dell’infortunistica.

Le richieste del reparto Infortunistica e prevenzione di AXA Winterthur

  • Trasparenza in merito al trasferimento automatico di dati del veicolo: i detentori di un’auto devono essere informati circa la natura dei dati che il loro veicolo registra e trasmette automaticamente.
  • Sovranità dei dati: i proprietari di un’automobile devono poter decidere in prima persona in merito all’utilizzo dei dati del veicolo.
  • Analisi degli incidenti: in caso di incidente, istanze indipendenti come la polizia e l’assicuratore interessato devono ottenere accesso ai dati rilevanti per poterne individuare in modo inequivocabile la causa.


Download gratuito di foto e video ad alta velocità dei tre crash

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Informazioni su AXA Winterthur

Circa due milioni di clienti si affidano ad AXA Winterthur. Confidano nella sua esperienza e consulenza per quanto riguarda le assicurazioni di persone, cose, responsabilità civile e sulla vita come pure per la previdenza professionale. Il maggiore assicuratore svizzero è un'azienda dinamica con una visione ambiziosa: oltre a garantire la sicurezza finanziaria dei clienti desidera creare per loro maggiore libertà affinché possano condurre una vita senza preoccupazioni, grazie a processi digitali semplici nonché prodotti e servizi innovativi per gli ambiti di vita centrali come la mobilità, la casa o l'imprenditoria. A questo scopo, giorno dopo giorno i circa 4000 collaboratori così come i 2500 colleghi nelle 276 agenzie e agenzie generali sul territorio si impegnano per realizzare questo obiettivo. AXA Winterthur fa parte del Gruppo AXA e nel 2016 ha raggiunto un volume d'affari pari a CHF 11 miliardi.

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