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Accelera il recupero dei consumi

News   •   dic 20, 2015 10:10 CET

L’auspicio è che quest’ultimo scorcio di 2015 legato allo shopping natalizio possa definitivamente sancire l’uscita dalla crisi e dare la spinta definitiva per un 2016 di decisa crescita. I segnali per rafforzare la ripresa dei consumi ci sono tutti. Il clima di fiducia dei consumatori, secondo i dati Istat di novembre (non registrano ancora l’escalation militare successiva ai fatti di Parigi) sono ai massimi; a sua volta il commercio al dettaglio, nonostante il passo falso di settembre e i timori per il terrorismo e l’allarme Oms sul consumo di carne, ha innescato una tendenza al rialzo che dura ininterrottamente da 12 mesi. I livelli pre-crisi restano lontani ma il biennio 2016-17, segnala Prometeia, sarà decisivo per riportare la situazione alla normalità. Da questo punto di vista lo shopping natalizio parte con il passo giusto (sciopero della gdo a parte, vedi pezzo sotto). I primi segnali, nelle scorse settimane, si sono registrati con l’onda lunga dell’Expo e con l’anticipo del «black friday» (l’appuntamento Usa con lo shopping il giorno dopo il Thanksgiving, il 27 novembre), quest’anno «importato» per la prima volta in Italia. Secondo Visa, nella settimana dal 20 al 26 novembre gli acquisti nel circuito hanno registrato un incremento del 22% rispetto alla settimana precedente, e il 27 ha fatto segnare un nuovo record di transazioni con 1.793 operazioni al secondo. Questo record potrebbe essere superato il 23 dicembre, giornata in cui di solito si registra il picco sui sistemi Visa: l’anno scorso in quella data sono state elaborate 1.622 transazioni al secondo, in media 87.800 euro al secondo , in media 87.800 euro al secondo nel picco. Nel dettaglio, secondo un’indagine di Confcommercio-Format research, anche quest’anno i generi alimentari si confermano al top della classifica dei regali più gettonati per Natale (74,7%), seguiti dall’abbigliamento (46,2%) che sorpassa i giocattoli (45,4%). Rispetto al 2014 vanno meglio viaggi, libri e prodotti per la cura della persona. Perdono appeal gli smartphone e crescono videogames e pc. Gli acquisti si faranno nei negozi tradizionali ma soprattutto nella gdo. Il vero fenomeno è però il ricorso al web: il 39,6% dei consumatori acquisterà con un click (nel 2009 il dato era del 3,8%). Un’indagine Confesercenti-Swg segnala inoltre che quest’anno prevarranno gli acquisti dell’ultima ora: solo un consumatore su tre ha già terminato gli acquisti, il restante 65% (29 milioni di persone) cercherà i regali tra questo fine settimana e la vigilia, per una spesa stimata di circa 6,3 miliardi (su un totale di circa 10). Anche i negozianti confermano che il miglioramento generale del clima di fiducia (nei primi 9 mesi del 2015 le erogazioni di credito al consumo hanno registrato secondo l’osservatorio Assofin-Crif-Prometeia un aumento a doppia cifra) porterà gli italiani a spendere qualcosa in più. In controtendenza invece la previsione della Xmas survey di Deloitte, secondo cui il budget medio sarà di 421 euro a famiglia, -3% rispetto a Natale 2014. La ricerca evidenzia comunque un dimezzamento della percentuale di consumatori che ritiene il paese ancora in fase recessiva. saurita la spinta di Natale (intanto alcune regioni come Campania e Basilicata rilanciano sui saldi, anticipati al 2 gennaio anzichè al 5) per la ripresa definitiva dei prossimi anni contribuiranno a dare una spinta ai consumi anche le misure della legge di stabilità, insieme alla bassa inflazione e al prezzo del petrolio. L’aumento stimato da Prometeia nel Rapporto club consumo (nel 105 è stato dell’1,1%) è dell’1,3% nel 2016 e dell’1,4% nel 2017, a 962,9 miliardi. Ipotizzando la crescita media del biennio, nel 2020 si tornerà alla soglia pre-crisi di mille miliardi. «Il rafforzamento nella ripresa dei redditi delle famiglie italiane nel 2016 sosterrà un’accelerazione dei consumi, beneficiando delle misure di politica di bilancio della legge di stabilità oltre che della bassa inflazione derivante da un prezzo del petrolio che si manterrà ancora su bassi livelli» spiega Alessandra Lanza, capo economista di Prometeia. Dopo un quadriennio di crescita, alla fine del 2017 il recupero di quanto eroso con la crisi sarà però parziale: 39,5 miliardi, la metà di quanto perso (quasi 78,5 miliardi) tra il 2007 e il 2013. 

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