Skip to main content

2015, l'anno boom delle carte di credito

News   •   dic 29, 2015 19:52 CET

2015, l'anno boom delle carte di credito

Negli ultimi 12 mesi le transazioni elettroniche sono aumentate del 15%, ma non bastano per contrastare gli acquisti in nero

Mar, 29/12/2015 - 16:49

Nel 2015 gli italiani hanno fatto incetta di pagamenti elettronici: +15% rispetto agli ultimi anni, un vero e proprio record.

A sfregarsi le mani sono soprattutto i marchi di carte di credito e di debito, che hanno registrato un'impennata di transazioni nel Black Friday, il giorno degli sconti straordinari, e per tutto dicembre, mese tradizionalmente dedicato ai regali. Davide Steffanini, direttore generale di Visa in Italia, ha spiegato a Wired.it perché nel nostro Paese il contante va sempre meno. "I motivi sono in primis la nascita di nuove generazioni di consumatori e una maggiore fiducia negli acquisti online. La seconda tendenza sono i pagamenti, anche di piccolo taglio, con le carte contactless (senza contatto, ndr). Il terzo trend che sta maturando in questi anni, ma siamo ancora agli inizi, è la virtualizzazione della carta all'interno dello smartphone, anche se la carta, intesa come oggetto fisico, rimarrà il motore dei pagamenti elettronici ancora per un po' di anni".

Secondo Steffanini, "c'è da sfatare qualche mito: il primo è che le carte siano meno sicure del contante. In Italia, per esempio, lo 0,05 per mille del transato dei pagamenti elettronici Visa è oggetto di frode. Per i contanti è il doppio: lo 0,1". Il commercio elettronico rappresenta uno dei principali deterrenti contro gli affari in nero, ma il governo Renzi non ha compiuto grandi passi in avanti in tal senso: "Nella Legge di Stabilità ci sono luci e ombre per favorire lo sviluppo dei pagamenti elettronici - ha sottolineato Steffanini - l'ombra è sicuramente l’innalzamento a 3.000 euro del tetto dei pagamenti in contanti, la luce è invece l'obbligo per tutti gli esercizi commerciali di accettare pagamenti con le carte, anche per piccoli importi". Si chiude un anno ricco di 'strisciate', ma il problema è un altro: fra imposte, tasse e tagli alle pensioni, quanto ci è rimasto in tasca per sopravvivere nel 2016?