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E-payment, Steffanini (Visa Europe): “Frodi su carta mai così basse”

News   •   dic 22, 2015 15:00 CET

E-payment, Steffanini (Visa Europe): “Frodi su carta mai così basse”

Le frodi sulle carte di pagamento elettroniche non sono mai state a livelli così bassi. E anche se il “falso mito” che le carte di pagamento siano meno sicure del contante è lontano dall’essere smontato, è anche vero che i pagamenti con carta e i pagamenti online sono ormai considerati più sicuri anche dai consumatori. L’Italia però sta andando in due direzioni opposte: aumenta la soglia dell’uso del contante, ma allo stesso tempo si prevede la possibilità di usare moneta elettronica anche per pagamenti di piccola entità. Di tutto questo abbiamo parlato con Davide Steffanini, Direttore generale di Visa Europe in Italia.

steffanini visa europeI dati diffusi da Visa indicano che, nella prima settimana di shopping di Natale, partita lo scorso 27 novembre con il Black Friday, sono state 420 milioni le transazioni su circuito Visa in Europa, il 14% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. I numeri dicono che ci sono più di 500 milioni di carte Visa in circolazione in Europa, praticamente una carta Visa per ogni adulto in Europa, e che Visa rappresenta oggi nel continente 1 euro ogni 6 euro spesi; in Italia si contano circa 31 milioni di carte Visa in circolazione, e oltre 4 milioni di carte contactless.

I consumatori sono più consapevoli della comodità e della sicurezza dello shopping online: l’e-commerce sta crescendo sia in Europa sia in Italia. Anche perché è percepito come più sicuro. Spiega Davide Steffanini: “È un fenomeno che sta crescendo a doppia cifra in tutta Europa e in Italia, non solo a Natale, ma come tendenza generalizzata del modo in cui i consumatori operano i propri acquisti. Diverse sono le ragioni. Una è che, per le nuove generazioni, Internet è familiare e comprare online è ormai ordinario e scontato: aumentano le transazioni che i giovani fanno con questo strumento, che considerano naturale”. “Le transazioni poi aumentano – prosegue il Direttore generale – perché su Internet si trovano opportunità di risparmio che in altri canali non si trovano, oltre che vantaggi e benefici che si hanno solo se si acquista online. Su Internet, inoltre, si comparano prezzi e prodotti: è un acquisto più consapevole di quello d’impulso fatto per la strada. Per tutte queste ragioni, il commercio su Internet sta aumentando del 19% in Europa e del 14% in Italia. Internet è dunque percepito come maggiormente sicuro. Un altro dato significativo da segnalare è che il 50% del traffico delle carte prepagate in Italia, che nel nostro Paese sono ormai quasi 20 milioni, è costituito da acquisti su Internet perché le prepagate forniscono una percezione di maggiore sicurezza. Dunque lo shopping online è un settore che sta crescendo anche perché c’è maggiore fiducia e maggiore percezione di sicurezza da parte dei consumatori”.

Allo stesso tempo, è un “falso mito” quello che considera i pagamenti con carta meno sicuri. Qual è dunque lo stato attuale della sicurezza per i pagamenti online, con carta e contactless? I dati evidenziano, infatti, che sono più sicuri del contante. “Sì lo dicono i numeri – spiega Steffanini – Tutto il transato Visa in Europa ha un livello di frode pari allo 0,05%, che significa lo 0,5 per mille: a fronte di 1.000 euro transati con carta Visa, 50 centesimi sono in frodi. Lo stesso valore per il contante è invece il doppio, l’1 per mille, pari a un euro ogni mille transati. A livello di numeri, le frodi registrate sulle carte Visa sono dunque la metà di quelle registrate su contante. Quando si è investiti dalla clonazione della carta magari il fatto finisce sui giornali, quando si entra in possesso di una banconota falsa da 100 euro questo fa meno notizia, ma i 100 euro falsi vengono persi tout court, mentre con le carte di pagamento i soldi eventualmente persi per via di un’azione fraudolenta sono normalmente rimborsati. Se parliamo poi di carte contactless, lo 0,5 per mille diventa lo 0,2 per mille. Naturalmente la carta ha strumenti di sicurezza in sé, dal microchip al codice PIN di sicurezza, a cui si aggiungono investimenti di milioni di euro in sicurezza – spiega Steffanini – che portano a sviluppare sistemi di intelligenza artificiale che possano identificare una transazione fraudolenta”.

In Italia il dibattito politico e legislativo degli ultimi anni sui pagamenti elettronici si è concentrato su due misure radicalmente diverse: l’aumento del tetto del contante e la possibilità di usare carte e moneta elettronica anche per pagamenti di piccola entità – il caffè, la colazione al bar. Dove sta andando l’Italia? Sostiene Steffanini: “Queste nuove misure vanno in due direzioni opposte. Noi vediamo con favore la seconda, che finalmente consente ai cittadini la possibilità di scegliere con quale strumento pagare i propri acquisti in qualsiasi situazione. La circostanza per cui non si accettano carte dovrebbe venire meno. Con questa normativa inserita all’interno della Legge di Stabilità l’Italia sta andando verso una condizione pro-consumatore e libertà di scelta del metodo di pagamento. L’innalzamento del limite dell’utilizzo del cash da mille a tremila euro, invece, è una norma che facciamo fatica a comprendere, perché i nostri studi, in Italia e all’estero e supportati da terze parti, dicono che è chiara la correlazione fra l’utilizzo del contante e l’economia sommersa. Tanto più alta è l’economia sommersa, tanto più alto è l’uso del contante, e tanto più basso è l’uso delle carte. Se come governante volessi fare una seria politica di lotta all’evasione e alla black economy, l’ultima cosa che farei, proprio l’ultima, è incentivare l’utilizzo e la diffusione del contante che non è per sua natura tracciabile e quindi permette operazioni non trasparenti”.

@sabrybergamini